Il primo libro che riconduca le forme moderne della pratica di meditazione theravāda alle sue origini indiane. Avvalendosi delle fonti autorevoli del canone pāli, del Sentiero della purificazione di Buddhaghosa e del Sentiero della liberazione di Upatissa, King sostiene la tesi che il sistema meditativo theravāda, che appare come una curiosa e a volte disorientante mescolanza di caratteri brahmanici e buddhisti, risulta da un adattamento di alcune tecniche dello Yoga alla concezione del mondo buddhista. Le tecniche ascetiche che sembrano dominare la religiosità indiana fin dall’epoca vedica, dapprima rifiutate furono poi riscoperte e inglobate dai buddhisti nel proprio sistema meditativo. Dopo una descrizione generale delle somiglianze e differenze tra il punto di vista upanisadico-yogico e quello buddhista antico, l'autore esamina vari elementi riferiti alla tradizione e alla pratica analizzando diversi metodi di meditazione e concentrazione. King si sofferma particolarmente sul rapporto tra jhāna e vipassanā e sul supremo stato raggiungibile, la nirodhasamāpatti o cessazione del pensiero e della percezione, ritenuta dal Buddhismo theravāda un’esperienza effettiva del Nirvāṇa in questa vita.
Traduzione di Letizia Baglioni.
Traduzione di Letizia Baglioni.
| collana: | Civiltà dell'Oriente |
| codice EAN: | 9788834008850 |
| pagine: | 228 |
| prezzo: | € 18,00 |






