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La Casa Editrice
La storia della casa editrice Astrolabio è strettamente legata, anzi coincide, fino al 1984, con la figura di Mario Ubaldini, che ne fu il fondatore e, finché visse, il direttore. Dopo aver diretto dal 1937 al 1943 un’importante rivista letteraria, La ruota, Ubaldini inizia la casa editrice nel 1944 con la pubblicazione del Dizionario filosofico di Voltaire, tradotto dall’editore. Imposta subito diverse collane iniziali ma presto la casa editrice assume una fisionomia più precisa e forte, che fonderà la sua attività fino ad oggi. Per delineare questa fisionomia sono fondamentali alcuni incontri di Ubaldini con persone del mondo intellettuale e professionale tra cui spiccano Edoardo Weiss, Ernst Bernhard e Giuseppe Tucci.

Tra il 1947 e il 1950 Ubaldini fa partire una serie di nuove collane, a cominciare da quella diretta da Bernhard, chiamata Psiche e coscienza, tuttora attiva. Nella collana comparvero, oltre a opere fondamentali di Freud e Jung, testi classici della civiltà orientale, come il celebre I King (o, nella moderna trascrizione scientifica universalmente adottata, Yi qing ), opere di grandi orientalisti, come appunto Giuseppe Tucci, o un celebre testo seicentesco del gesuita Padre de Caussade, o gli studi di mitologia di Karol Kerényi. Questi caratteri fissano già il duplice campo che contraddistingue così tipicamente l’Astrolabio: la psicologia clinica e le religioni e filosofie dell’estremo Oriente.



Le altre collane sono dedicate alla psicologia evolutiva (Ferdinando Cislaghi), al rapporto mente-corpo (Giulio Maffezzoni), alla parapsicologia (Emilio Servadio), alla divulgazione scientifica (A. C. Blanc e G. Gallarati), alla psicologia sociale. Fuori collana esce qualche volume, come il celebre Autobiografia di uno yogi, di Yogananda (1949) ed è annunciata una nuova iniziativa, una enciclopedia storica, letteraria, filosofico-religiosa e artistica diretta da Giuseppe Tucci, intitolata Civiltà dell’Oriente. L’enciclopedia non sarà pubblicata, ma il suo titolo nel 1960 diverrà il nome della seconda collana cardine, anch’essa tuttora attiva, della casa editrice, in cui verranno raccolti testi inerenti le filosofie e le religioni dell’estremo oriente.

Tra il 1954 e il 1959 c’è una battuta d’arresto dell’attività editoriale dovuta a difficoltà di vario genere, che si risolvono al principio del 1960 quando l’attività editoriale riprende con l’avviamento di due riviste e con una ristrutturazione delle collane, che riprendono senza un curatore. Riprende, dunque, Psiche e coscienza; nasce Civiltà dell’Oriente, e subito dopo Ulisse, la Collana di filosofia e epistemologia, Che cosa hanno veramente detto. Negli anni ’70 escono parecchi volumi di formato tascabile in una collana semidivulgativa, I libri dell’introspezione.

Negli anni ’80 e 90 il catalogo si arricchisce di tre riviste: Atti dello psicodramma, Rivista di psicologia analitica e La psicoanalisi, queste ultime due tuttora pubblicata da Astrolabio. Nuove collane di successo sono Cambiare se stessi, che propone testi scritti dai maggiori psicologi clinici internazionali direttamente per il pubblico degli utenti, e non degli operatori. Il lavoro sul corpo e sulla mente raccoglie tutti i numerosi titoli dedicati alla psicoterapia al confine tra psiche e soma, Opere di Krishnamurti, in cui sono raggruppati tutti i testi del grande maestro spirituale che Astrolabio ha introdotto in Italia sin dal 1969, mentre Astrologia e psiche indaga la cosiddetta psicologia astrologica, ossia quella che utilizza l’interpretazione archetipica dei caratteri astrologici per delineare la personalità. Schegge di saggezza è una collana di libri di piccolo formato (da taschino) che propone testi brevi di grandi maestri spirituali dell’Oriente.

Le nuove collane restano sempre nell’ambito dei temi classici di Astrolabio. Solo recentemente, nel 2006, una collana dedicata a studi musicali, Adagio, segna l’ingresso in un’area nuova per la casa editrice, che dopo il 1984 è rimasta di proprietà degli eredi, diretta, in stretta continuità col passato, da uno staff formato dai più stretti collaboratori di Ubaldini durante la sua lunga avventura editoriale.