INSEGNAMENTI SUL BARDO
La via della morte e della rinascita
A differenza del cristianesimo e di altre religioni teiste, che hanno sempre dovuto conciliare la fede in un Essere Supremo con il libero arbitrio, per il buddhismo tibetano ciascuno è responsabile del suo destino e l’artefice di ogni sua esperienza in vita come in morte. Di qui l’infinita cura con cui i tibetani hanno messo a punto una scienza della morte per prepararsi ad affrontare il passaggio da una vita all’altra. Nulla è immutabile per i buddhisti, che riconoscono nella vita e nella morte sei bardo, o ‘stati intermedi’: il bardo della vita, del sogno, della meditazione, del processo della morte, dello stato dopo la morte e della rinascita nel samsara. Il Bardo Thodol, o Libro tibetano dei morti, è diviso in tre parti. La prima parte, il bardo chikai, descrive gli eventi psichici al momento della morte. La seconda parte, il bardo chonyi, si occupa di quello stato onirico che giunge subito dopo la morte. Infine, la terza parte, il bardo sipai, si occupa della rinascita e degli eventi che la precedono. Mentre il bardo chonyi è stato commentato esaurientemente da Chögyam Trungpa e Francesca Fremantle, gli altri due insegnamenti sono ancora poco conosciuti e spesso incompresi. Lama Lodö presenta la traduzione e un ampio commento a questi affascinanti testi, offrendo dunque un'estensione e un complemento del Libro tibetano dei morti.
Traduzione di Roberto Pallanca.
collana: Civiltà dell'Oriente
codice EAN: 9788834012055
pagine: 96, ill.
prezzo: € 11,00